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Conti correnti di familiari: quando il Fisco può indagare?

Premessa

Le indagini bancarie rappresentano uno degli strumenti più incisivi a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per contrastare l’evasione fiscale. Tuttavia, quando tali indagini coinvolgono conti intestati a soggetti terzi, come familiari del contribuente sottoposto ad accertamento, emergono delicati profili di legittimità legati al rispetto dei principi di riferibilità soggettiva, onere della prova e diritti di terzi estranei.


⚖️ 1. Il quadro normativo: art. 32 del D.P.R. 600/1973

L’art. 32, co. 1, n. 2, del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, dispone che:

“I dati risultanti dai conti bancari sono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dagli artt. 38, 39 e 40, se il contribuente non ne indica il beneficiario e non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito o che non hanno rilevanza fiscale.”

Questa disposizione legittima l’utilizzo presuntivo delle movimentazioni bancarie, ma limita l’efficacia della presunzione ai conti intestati o cointestati al contribuente.


🧑‍👩‍👧‍👦 2. Conti correnti intestati a familiari: cosa può (e non può) fare il Fisco

Nessuna presunzione automatica

L’Agenzia delle Entrate non può presumere automaticamente che i fondi presenti o transitati su un conto intestato a un familiare del contribuente (es. coniuge, genitori, figli, fratelli) siano nella disponibilità di quest’ultimo.

Questa regola è il frutto di una linea giurisprudenziale costante.

📚 Cass. civ., Sez. V, ord. n. 31678/2022:

“La presunzione legale sulle movimentazioni bancarie prevista dall’art. 32 D.P.R. 600/1973 si applica solo ai conti formalmente intestati al contribuente.”

🔍 Onere della prova in capo al Fisco

Se l’Amministrazione vuole attribuire al contribuente le movimentazioni su conti intestati a parenti, deve dimostrare:

  • che il conto è fittiziamente intestato al familiare;

  • che il contribuente esercita un potere di fatto sui fondi (es. operazioni eseguite direttamente, disponibilità delle carte o dei codici, etc.);

  • oppure che il conto è strumentalmente utilizzato per occultare redditi o attività riconducibili al soggetto accertato.

📌 In altre parole, serve la prova della disponibilità sostanziale e non solo formale.


📖 3. Le principali sentenze di riferimento

Cass. civ., Sez. V, n. 18083/2010

Non è sufficiente che il conto sia intestato al coniuge o a un familiare per attribuirne le movimentazioni al contribuente: è necessaria la dimostrazione del legame economico tra i due soggetti.

Cass. civ., Sez. V, n. 13359/2014

L’Amministrazione non può estendere l’effetto della presunzione legale di cui all’art. 32 a soggetti diversi da quelli formalmente titolari dei rapporti bancari.

Cass. civ., Sez. V, n. 30965/2021

Il Fisco deve dimostrare un rapporto di interposizione reale o di disponibilità effettiva del contribuente sul conto intestato a terzi. In mancanza, le movimentazioni non possono fondare un accertamento.


🛑 4. Quando l’indagine è illegittima

Un’indagine che coinvolge conti di parenti è illegittima se:

  • si basa solo sull’intestazione familiare del conto;

  • manca prova concreta del legame economico;

  • il familiare è fiscalmente autonomo e non vi sono elementi di interposizione fittizia.

In questi casi, l’avviso di accertamento è viziato per insufficienza probatoria e può essere annullato in sede contenziosa.


⚖️ 5. Difesa del contribuente: come reagire

Il contribuente può difendersi:

  • dimostrando che il conto del parente non è nella sua disponibilità;

  • documentando la autonomia reddituale del familiare;

  • producendo prove contrarie (es. deleghe, firma disconosciuta, assenza di operatività);

  • richiamando la giurisprudenza sopra esposta.

È fondamentale che, in sede di accertamento, l’interessato richieda l’accesso agli atti e valuti l’eventuale impugnazione dell’avviso dinanzi alla Corte di Giustizia Tributaria.


📌 6. Conclusioni operative

Aspetto Regola
Conto intestato al contribuente Presunzione legale ex art. 32 DPR 600/73: onere di giustificare i movimenti.
Conto intestato a familiare Nessuna presunzione automatica: serve prova della disponibilità da parte del contribuente.
Onere probatorio Grava sull’Agenzia delle Entrate in caso di conti intestati a terzi.
Legittimità dell’indagine Solo se esiste prova concreta del legame economico.
Difesa del contribuente Documentazione contraria + eccezione di illegittimità dell’accertamento.

🧩 In sintesi

L’Agenzia delle Entrate non può trattare i conti correnti di parenti come se fossero del contribuente. La legge e la giurisprudenza pongono limiti chiari all’estensione dell’indagine. Il contribuente ha diritto a non essere gravato da presunzioni arbitrarie, e può reagire con strumenti di tutela efficaci.

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